Il Lupo Italiano

13.05.2013 10:12

In molti mi chiedono notizie sullo standard del lupo Italiano. Per informazioni sull'affido (da valutare attentamente) vi rimando al delegato della Vostra zona. I nominativi ed i contatti sono sul sito della A.A.A.L.I

Lupo italiano.
Cane Lupo Italiano
Nome originale
Lupo Italiano
Origine
Italia
Nell’anno 1966 dall’accoppiamento di una lupa selvatica dell’alto Lazio con un pastore tedesco nasceva “Zorro” destinato a divenire il capostipite di una nuova e, per ora, ultima razza canina italiana. Il creatore di questa razza è stato Mario Messi (1923-2011), che ha coltivato questa passione per tutta la sua vita.
Zorro dimostrò di possedere tutte le migliori caratteristiche del lupo selvatico (coraggio, robustezza, resistenza alla fatica protratta, acutezza di tutti i sensi, in particolare olfatto e vista) unitamente a tutte le migliori qualità del cane pastore tedesco (docilità, stabilità caratteriale, affidabilità e capacità di apprendimento) addirittura esaltandole.
Fu allora avviato un esperimento già tentato, senza fortuna, da altri cinologi tra i quali il padre della moderna etologia Konrad Lorenz: si tentò cioè di ottenere dall’accoppiamento tra una lupa selvatica ed un cane soggetti che, nel tempo e nelle successive cucciolate, conservassero intatte, armonizzandole tra loro, le migliori caratteristiche dei progenitori.
Zorro fu accoppiato ancora con femmine di pastore tedesco, opportunamente selezionate, e poi con le proprie figlie nate da questi accoppiamenti. I figli maschi non vennero utilizzati. Delle cucciolate successive vennero invece utilizzati tutti i soggetti, maschi e femmine, operando così su più grandi numeri.
Per una fortunata e fortuita combinazione genetica, da ritenersi finora unica e molto probabilmente non ripetibile, ben presto fu constatato lo stabilizzarsi, nelle successive cucciolate, di caratteri intermedi e definitivi tra lupo e cane, che vedevano privilegiata la componente lupina senza che peraltro fossero pregiudicate le doti indispensabili di domesticità e di adattabilità alle più diverse situazioni scaturenti dalla convivenza con l’uomo.
Oggi, dopo oltre quaranta anni dall’inizio dell’esperimento, si può affermare che il Lupo Italiano è un cane di grande affettività, diffidente verso gli estranei ma né timido né aggressivo, molto adatto alla vita in famiglia, dotato di grande e forte personalità e con grande propensioneall’addestramento e all’apprendimento.
Le sue principali attitudini sono: soccorso in montagna, ricerca di persone nei boschi o disperse o sepolte sotto neve, fango o macerie e nella ricerca di animali selvatici dispersi e feriti. Il Lupo Italiano è un animale con una grande resistenza alla fatica, alla fame e alla sete. Ha fiuto finissimo che lo rende particolarmente idoneo alla ricerca su pista a terra e, soprattutto, nell’aria. Non è soggetto al riverbero da neve, caratteristica molto utile per le ricerche di persone travolte da slavine e valanghe in montagna. È addestrabile a tutti i compiti del cane da polizia e ha anche dimostrato, per la sua indole e la sua affidabilità, di poter essere impiegato in attività e terapie assistite con animali.
La razza del Lupo Italiano ha il suo Registro Anagrafico Ufficiale affidato all’Associazione Affidatari Allevatori del Lupo Italiano (A.A.A.L.I. APS) con D.M. n. 652 del 11.01.12.
Il Lupo Italiano non fa parte dell’E.N.C.I. e neppure della F.C.I..

Il Lupo Italiano rappresenta un caso unico nel campo della cinofilia italiana. È infatti, come voluto da sempre dal suo creatore, il dott. Mario Messi (senza il cui pluriennale impegno il Lupo Italiano non esisterebbe), una razza “non commerciabile”, i cui soggetti non possono essere acquistati ma solo ceduti in affidamento a chi ne fa richiesta, ed assume nel contempo precisi impegni in base ad un Disciplinare emanato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Non esistono quindi allevamenti nel senso tradizionale del termine, in quanto i cuccioli vengono allevati dagli Affidatari delle fattrici; questo non significa tuttavia che non venga effettuato alcun tipo di selezione a livello caratteriale e morfologico. Tutti gli accoppiamenti devono infatti essere autorizzati dall’Ufficio Centrale del RAU dell’AAALI, a cui vanno tassativamente inoltrate le relative richieste, che le approva solo a seguito di nulla osta della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli studi di Torino, previa verifica anche del livello di consanguineità del maschio e della femmina, utilizzando l’evoluto programma di gestione del Registro Anagrafico Ufficiale.
I cuccioli vengono affidati solo al raggiungimento dei due mesi di età e sino a quel momento rimangono presso la madre.
Origine
Il cane lupo italiano proviene dall'incrocio datato 1966 tra un pastore tedesco e una delle ultime lupe rimaste dell'Appennino dell'Alto Lazio, la quale si differenziava sensibilmente da altre tipologie.
Aspetto generale e caratteristiche psichiche
Nel suo aspetto, nei suoi movimenti, nel modo in cui osserva e presta attenzione, il cane lupo italiano deve mostrare nelle sue linee e nei suoi atteggiamenti un’inconfondibile eleganza nobile e selvaggia.
È un animale estremamente vivace, dotato di un carattere indipendente e fiero, con notevole propensione all’apprendimento, affettuosissimo con l’uomo a cui si attacca in modo esclusivo, con uno spiccato senso della proprietà e della difesa delle persone che gli sono affidate, insuperabile nell’avvistamento. Da non lasciare solo: ha bisogno di stare nel branco familiare.
Impiego
Il cane lupo italiano è particolarmente adatto al soccorso in montagna, anti-valanga e anti-catastrofe, con grande resistenza agli agenti atmosferici, alla fame ed alla sete. Non soggetto alle congiuntiviti da riverbero sulla neve.
In possesso di un grande fiuto, idoneo alla ricerca sia delle persone, sia di animali feriti, è quindi di grande utilità per le guardie forestali, per i guardiaparco e per i guardiacaccia. Addestrabile a tutti i compiti di cane da polizia. Per il suo innato senso del territorio è utile in agricoltura e pastorizia per la difesa di greggi e mandrie. Il suo carattere equilibrato rende possibile il suo impiego nell’ambito sociale in Attività e Terapie Assistite con gli animali ( AAA, TAA) .
CARATTERI MORFOLOGICI
Taglia
I maschi misurano da 60 a 70 cm, le femmine da 58 a 65 cm.
Testa
La testa è asciutta e ben modellata, più importante nel maschio, muso tipico da lupo affinato moderatamente verso la punta, lunghezza della canna nasale (dallo stop alla punta del tartufo) leggermente inferiore alla lunghezza del cranio, mascella e mandibole forti, dentatura a forbice bianchissima e potente, tartufo, labbra e rime palpebrali neri. Le orecchie sono di dimensioni medie portate erettissime e perfettamente parallele quando l’attenzione è desta, mobilissime secondo gli umori ed i movimenti dell'animale, occhi di media grandezza piuttosto obliqui non sporgenti e mai troppo scuri, preferibilmente con fondo dorato, espressione intensa e leale: la testa tipica è inconfondibile.
Tronco
Il tronco è robusto, non troppo lungo, torace ben disceso, ben costruito, formante un profilo sinuoso e particolarmente armonioso tra le linee della gola, del petto, dello sterno e del ventre. La linea dorso-lombare appare diritta e la groppa non troppo bassa.
Arti
Gli arti sono preferibilmente appiombanti, robustissimi, ma asciutti: non devono dare per nulla l'impressione di eccessiva pesantezza. Non troppo angolati i posteriori.
L'andatura è sciolta e leggera. L'animale, anche nella massima taglia e peso, deve dare, sia nel passo che nel trotto e nel galoppo serrato e veloce, un'impressione di forza elegante, richiamando l'andatura del lupo selvaggio. Caratteristica la posizione allineata delle orme quando il trotto è veloce. Piede ovale.
L'insieme del tronco e degli arti mette in evidenza la scioltezza e la potenza delle articolazioni e delle inserzioni con risultati di grande funzionalità a livello dei movimenti della spalla e dell'anca. La forza d'urto è eccezionale.
Manto
Il manto è di colore grigio, variamente segnato, più o meno scuro con fondo a sfumature diverse da soggetto a soggetto, sino al fulvo o beige, anche con sella scura. La gorgiera è ben delineata.
Ventre ed arti sono, specie nella parte inferiore interna e posteriore delle cosce, più chiari (grigio o grigio ruggine, fulvo chiaro o beige). È frequente che la punta del muso e della coda siano neri o grigio più scuro e nei soggetti grigi possono essere presenti sottolineature scure degli arti. È ammesso anche il mantello nero uniforme ed in ogni tipo di manto è ammessa una piccola macchia bianca al petto.
Il mantello non è definitivo fino a che lo sviluppo del soggetto non è compiuto. Inoltre, le variazioni stagionali sono correnti.
Pelo
Il pelo è di lunghezza e durezza media, liscio od alquanto mosso limitatamente al tronco ed alle cosce. Più fine e corto su testa ed arti. È presente un folto sottopelo nei soggetti che vivono all'aperto. E viene cambiato regolarmente ad ogni stagione.
Coda
La coda è piuttosto lunga e ben fornita, ma senza esagerazioni, tenuta bassa e pendente in riposo ed all'erta. Si eleva con curva armoniosa e non eccessiva quando l'animale è in agitazione, senza che il suo asse principale raggiunga mai la verticale. Deve essere portata in modo aggraziato e sciolto.
Tolleranze
La mancanza di due premolari ed un modesto uncino all'estremità della coda.

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